Quel carattere che incatena le lettere.
Quel carattere talvolta indecifrabile e talvolta alleato.
Si dice che chi ha carattere fa rumore anche in silenzio.
Il silenzio della lettura sotto voce, quella lettura che anche se sbagli una parola, se salti una riga nessuno ti sente e nessuno ti sente o ti può prendere in giro.
Ovviamente, se non si fosse capito, sto parlando del carattere tipografico che è stato oggetto negli ultimi anni di grande attenzione da parte di psicologi, educatori ed editori.
Tutta colpa della leggibilità

Ecco alcuni criteri contenuti nelle Linee Guida per la leggibilità:
- Preferite caratteri senza grazie (Sans Serif). Sono quelli senza bastoni cioè quelle lineette aggiuntive che, avranno sicuramente grazia da vendere, ma creano molta confusione. Preferiteli perché hanno segni puliti e differenziano bene le lettere speculari (es. b e d; p e q);
- Tra questi caratteri, quelli più simpatici ai dislessici sono: Verdana, Arial, Georgia, Comics Sans, Tahoma, Trebuchet e Century Gothic.
Fate una prova! In alcuni fonts la “i” maiuscola è identica alla “l” minuscola. Immaginate che confusione! Ci sarà scritto: Lena o Iena?! Fa una bella differenza!
Spoiler: un font molto usato è Times New Roman, ma non è sicuramente il più indicato.
Lo sapevate che si possono aggiungere nuovi fonts ai programmi che usate per scrivere? Ce ne sono di gratuiti, per esempio Open Dyslexic, Easyreading e Biancoenero.
Ci sono altri fonts ad alta leggibilità per i quali vale la pena mettere mano al portafoglio, ma credetemi sono soldi ben investiti. Tra i miei preferiti, vi assicuro che non mi pagano per parlarne bene, c’è Buxilicious. Curiosate nella pagina @buxbooks per capire quanto sia bello! Ha un nome esotico ma è creato da menti italiane.
Più semplice di così?

Vi state chiedendo cosa ci sia di diverso in questi caratteri ad alta leggibilità? Semplice:
- le lettere hanno una forma diversa, alcune parti sono evidenziate maggiormente di altre, in modo da non confondersi e sottolineare la differenza (b/p – p/q – a/e – l/I – m/n);
- si enfatizza la differenza tra ascendenti e discendenti (quelle parti delle lettere che si estendono sopra e sotto la linea di base)
- le lettere e le parole sono più distanziate tra loro.
Pagina dopo pagina

Ecco alcuni consigli per l’impaginazione:
- La dimensione del carattere ideale è tra 12 e 16 punti: se un corpo di 12 punti può andare bene per il carattere Verdana maiuscolo ma sarebbe troppo piccolo per altri tipi di font. In caso di font più piccoli potrebbero servire almeno 14/16 punti;
- usare carta opaca di color bianco avorio e senza filigrane e immagini di sfondo;
- evitare il corsivo e le sottolineature = Se possibile, usare il grassetto e/o colori diversi per evidenziare;
- usare interlinea 1,5 perché un testo con delle linee troppo vicine è faticoso da leggere, ma lo è anche un testo con un’interlinea doppio (il cervello sforzarsi per elaborare anche la riga bianca), quindi usate un’interlinea 1,5 per distanziare sufficientemente le righe;
- NON va usato l’allineamento giustificato: lo spazio variabile tra le parole crea confusione e non aiuta i movimenti saccadici (ovvero i piccoli movimenti, rapidi e involontari, di entrambi gli occhi). Molto meglio l’allineamento a sinistra che aiuta il lettore a mantenere il ritmo della narrazione;
- non spezzare le parole per andare a capo;
- aumentare la spaziatura tra i caratteri della parola;
- aumentare i margini della pagina;
- prestare attenzione ai testi dentro le tabelle, in modo che non il testo non sia troppo aderente al profilo della tabella.
Quel grande alleato: lo stampato maiuscolo

Piccola parentesi sul MAIUSCOLO:
- è un grande supporto nella lettura di quelle lettere speculari, o con caratteristiche grafiche simili: b/d p/q m/n a/e;
- stanca meno la vista;
- ma, aimè, nella lettura di testi lunghi diventa faticoso decodificare solo caratteri maiuscoli perché poco caratterizzanti. I testi in cui vi è maiuscolo e minuscolo facilitano l’accesso lessicale.
Quindi via libera al maiuscolo ma in testi brevi, per mettere in evidenza le parole chiave e per dare movimento al testo.
Penna alla mano, anzi dita sulla tastiera… e si parte!

Siete pronti per scrivere? Da dove cominciate?
Il vostro primo romanzo?
La lista della spesa?
Il Curriculum Vitae che vi cambierà la vita?
Oppure un riassunto di Guerra e Pace per la verifica su Tolstoj di domani?
