Le mappe permettono di:
- Prendere APPUNTI
- Prendere delle DECISIONI
- Discutere una TESI, far valere le proprie idee
- RECUPERARE le informazioni nella memoria attraverso le parole chiave, in modo da COMPENSARE le difficoltà di memoria
- ORGANIZZARE un discorso, attraverso la visualizzazione dell’ordine degli argomenti e dei contenuti
- Favorire la COMPRENSIONE DEL TESTO evidenziando i collegamenti logici tra concetti
- Consente un rapido ed efficace RIPASSO del materiale di studio;
- Canale per far emergere il PENSIERO CREATIVO
Le mappe sono degli alleati di prim’ordine per le nostre conoscenze perché servono per rielaborarle, interpretarle, trasmetterle e organizzarle.
È importante che le mappe siano:
- SINTETICHE
- di FACILE LETTURA, quindi significative sia per chi le produce, ma anche leggibili e comprensibili alle altre persone. Come battuta, suggerisco sempre ai miei ragazzi di fare bene le mappe, in modo poi da poterle vendere ai compagni.
- EFFICACI, per questo motivo l’ideale sarebbe che sia il ragazzo a creare le proprie mappe concettuali.
È necessario che le mappe siano il punto di arrivo di un processo di elaborazione dei contenuti.
Per costruire le mappe è centrale la capacità di:
- riflettere sul proprio pensiero
- mettere in gioco le conoscenze pregresse (mappe mentale = scheletro mappa su cosa mi ricordo si questo argomento)
La creazione di mappe mette in gioco molte strategie e abilità che normalmente non vengono utilizzate nella didattica tradizionale, centrata sull’intelligenza verbale e linguistica.
LE MAPPE PER ANDARE (BENE) A SCUOLA

Oggi si tende a pensare che le mappe concettuali siano uno strumento utile solo a chi a Disturbi Specifici dell’Apprendimento.
Forse perché sono uno degli strumenti previsti dal Piano Didattico Personalizzato (il famoso documento i genitori di ragazzi con DSA conoscono bene, nel bene e nel male)?
Forse perché sono lo strumento più usato nella sezione “Didattica inclusiva” dei testi scolastici?
Si tende a considerare la didattica inclusiva come esclusiva per gli studenti con difficoltà ma in realtà la didattica inclusiva è un modo di insegnare, di trasmettere conoscenze, che crei le condizioni di apprendimento ottimali, che appiani le difficoltà e le differenze. Il fine è quello di mettere ogni persona nelle condizioni di scoprire, valorizzare ed esprimere il proprio potenziale.
La didattica inclusiva è la didattica di tutti.
Le mappe sono quindi uno strumento utili a tutti, non solo agli studenti con DSA, dirò di più non solo agli studenti.
Per esempio a me servirebbe una didattica inclusiva per tutto quello che riguarda qualsiasi tipo di istruzioni (fiscali, elettrodomestici, far sopravvivere le piante al mio pollice grigio, etc etc etc ).
TU CHE MAPPA SEI?

Tutti abbiamo sentito parlare di schemi, mappe mentali e mappe concettuali. Ma sappiamo veramente la differenza? Se così non fosse, eccoci nel posto giusto!
Uno SCHEMA è una semplice rappresentazione del contenuto. Si basa comunque sull’uso di strategie logiche e prerequisiti del pensiero. Può essere libero o con una struttura logica (esempio: la linea del tempo).
Le mappe cognitive si dividono in:
MAPPE CONCETTUALI sono formate da parole concetto inserite in forme geometriche, chiamate nodi concettuali, che sono collegati tra loro da frecce che spiegano il collegamento. Solitamente hanno una struttura a piramide o montagna, con l’idea centrale posta in cima.
Le mappe concettuali sono state create per la prima volta da Joseph Novak, negli anni 70, che ebbe l’intuizione di capire che per studiare bene un argomento è fondamentale comprendere le relazioni che collegano i concetti. Solo in questo modo il ricordo rimane fissato indelebilmente nelle nostre mente.
Questo rende possibile l’apprendimento significativo, ovvero la comprensione totale di un argomento, che si contrappone all’apprendimento mnemonico secondo il quali si studia appunto a memoria, quasi sempre senza capirci un granché!
Le MAPPE MENTALI hanno una struttura a raggiera intorno all’idea centrale, i collegamenti sono per associazione e i livelli partono dal centro alla periferia.
È molto importante l’uso del colore, solitamente diverso per ogni ramo, così come l’inserimento di immagini.
La prima mappa mentale appartiene a Tony Buzan che ha sempre raccomandato la realizzazione delle mappe attraverso carta e penna perché la manualità stimolano la creatività, la fantasia e l’intuizione.
GLI ESAMI NON FINISCONO MAI, LA LISTA DELLA SPESA NEMMENO

C’è chi sostiene che le mappe mentali e quelle concettuali siano molto diverse tra loro, chi pensa siano molto simili e chi pensa siano gemelle diverse.
Io credo sia fondamentale trovare quella che più si adatta al nostro stile di apprendimento, non importa quale sia la sua etichetta.
Per esempio io tendo sempre a passare da una all’altra, senza accorgermene.
Preferisco usare le mappe concettuali quando devo studiare, perché gli esami non finiscono mai, e quelle mentali quando devo creare, scrivere un discorso, prendere una decisione importante oppure fare la spesa.
