Riporto un estratto dell’intervista rilasciata alla gentilissima Sabrina Fanciullo, responsabile dell’Autoscuola Matteo di Lecce. L’intera intervista è disponibile sui social e sul canale YouTube.
Ciao, oggi siamo in compagnia della Dott. Enrica Bascialla psicologa specializzata in dislessia che ha creato il libro MapXguidare – il primo manuale in mappe per patente A e B
Buongiorno a tutti e grazie Sabrina per l’invito.
Sono Enrica Bascialla, sono una psicologa specializzata in disturbi del neurosviluppo, come per esempio quelli Specifici dell’Apprendimento (DSA), dell’attenzione e dell’iperattività (ADHD).
Come tecnico mi occupo principalmente di aiutare i ragazzi a trovare delle strategie per superare le difficoltà scolastiche e a costruire un metodo di studio efficace che possa accompagnarli durante tutto il loro percorso di studio e durante l’ingresso nel mondo del lavoro.
Siamo qui per parlare delle difficoltà che si incontrano durante la preparazione ai quiz della patente. Un po’ tutti noi ci siamo imbattuti in un quiz che non riuscivamo a comprendere, in alcuni casi risulta più difficile comprendere il linguaggio usato nei quiz e i ragazzi dislessici potrebbero incontrare delle difficoltà maggiori.
Ha perfettamente ragione Sabrina. Devo confessare che io stessa ho trovato alcuni quiz molto difficili, pur avendo la patente da 30 anni e non avendo particolari problemi nella lettura.
Mettiamoci nei panni di una persona con difficoltà nella lettura, come può essere per esempio un ragazzo dislessico.
Se volessimo creare una carta di identità della dislessia, potremmo scrivere nei segni particolari “lettura lenta o poco corretta e difficoltà nella comprensione del testo”.
Se noi chiediamo a un ragazzo dislessico cosa vede quando legge un libro, potrebbe risponderci di vedere nelle parole lettere capovolte oppure che si spostano nella pagina, di sentirsi molto affaticato dopo aver letto anche solo una pagina. Capita a volte che, nonostante molti sforzi per leggere più volte il testo, proprio non si riesca a capirne il contenuto.
Per questi motivi la lettura e lo studio possono essere per loro molto complicati e causare moltissima frustrazione.

Non tutti conoscono cos’è la dislessia e alcuni non sanno di essere dislessici, Dottoressa cos’è la dislessia e come ci si può rendere conto di essere dislessici?
La dislessia è uno dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento, i famosi DSA, che comprendono anche la disgrafia, la disortografia, la discalculia e possono viaggiare soli o accompagnati.
Sono caratteristiche presenti sin dalla nascita, nascono insieme al bambino, come per esempio l’essere mancini o avere gli occhi verdi, e si manifestano nei primi anni di scuola oppure nel corso del tempo, quando le richieste a scuola e il carico di lavoro aumentano.
I ragazzi dislessici spesso sono più intelligenti della media e per questo motivo a volte le diagnosi sono tardive, cioè fatte anche durante le scuole superiori, perché il ragazzo è riuscito fino ad allora a compensare le difficoltà attraverso delle strategie che si è creato da solo.
Oggi comunque sono sempre più frequenti le diagnosi precoci, grazie alle segnalazioni delle maestre nei primissimi anni delle elementari. Questo permette un intervento tempestivo che consente al bimbo di usare da subito gli strumenti compensativi più adatti alle sue caratteristiche.
Come un ragazzo che non vede bene ha bisogno di un paio di occhiali, un ragazzo dislessico può aver bisogno di “leggere con le orecchie” attraverso la sintesi vocale (è un programma del pc che legge il testo al posto del ragazzo) oppure di imparare un modo diverso di studiare, per esempio creando delle mappe concettuali.
Chi può fare la diagnosi? E’ importante avere una diagnosi a scuola e in autoscuola?
La diagnosi deve essere fatta, attraverso dei test, da un’equipe composta da un neuropsichiatra infantile, uno psicologo e un logopedista. Una volta presentata a scuola permette la stesura di un Piano Didattico Personalizzato (PDP) che prevede l’uso di alcuni strumenti compensativi, come per esempio le interrogazioni programmate, l’uso di mappe o più tempo per le verifiche.
Al momento non esiste un vero e proprio PDP per la scuola guida però, presentando la diagnosi, è possibile utilizzare la sintesi vocale.
L’Associazione Italiana Dislessia si sta battendo da anni per consentire l’uso di strumenti compensativi, per esempio più tempo a disposizione, anche all’esame della patente.
Quali difficoltà incontra un dislessico preparandosi agli argomenti della patente e quale difficoltà incontra leggendo le domande?
I ragazzi dislessici possono avere difficoltà sia nello studio che durante la prova d’esame.
Prendiamo per esempio un manuale classico, dove ci sono tante informazioni in un’unica pagina.
Di solito sono scritte in stampato minuscolo. Vi ricordate cosa abbiamo detto prima delle lettere capovolte? Ecco la d e la b, la q e p trovano terreno fertile nello stampato minuscolo. Inoltre in uno spazio piccolo, quale può essere una pagina piena di informazioni, sappiamo che può crearsi un bell’ingorgo, proprio come nel traffico.
Spesso le domande nei quiz sono formulate con un vocabolario difficile, ci possono essere dei giri di parole e delle doppie negazioni che possono confondere chiunque.
Aggiungiamoci lo stress da esame, una lettura difficoltosa e immaginiamo quale potrà essere il risultato.
Per questo motivo ho pensato di creare un manuale in mappe, dove le informazioni siano sintetizzate in modo chiaro ed efficace, in modo da aiutare tutti coloro che vogliono conseguire la patente di guida.
Come può il suo libro aiutare i ragazzi dislessici a prepararsi per superare i quiz della patente?

MapXguidare è il primo manuale per la patente strutturato completamente in mappe concettuali.
Ognuno di noi ha uno stile di apprendimento differente, c’è chi preferisce leggere, chi ascoltare una spiegazione e chi, come molti ragazzi dislessici, ha una memoria più visiva e predilige le mappe concettuali perché sono sintetiche e permettono di rielaborare e organizzare le conoscenze.
Nel manuale MapXguidare i concetti sono ben distribuiti nella pagina e ci sono degli spazi vuoti dove è possibile aggiungere i propri commenti.
Ho cercato di scrivere i concetti utilizzando i vari sinonimi presenti nei quiz, per facilitare chi fatica a memorizzare i vari termini.
Inoltre il carattere utilizzato è lo stampato maiuscolo, in un formato lineare e semplice da leggere.
In uno degli ultimi articoli del mio blog parlo proprio di quanto le mappe concettuali possano essere uno strumento valido, non solo per i ragazzi con DSA, ma per tutti e soprattutto se vengono create in prima persona perché presuppongono una riorganizzazione delle informazioni. Per questo motivo, le mappe di MapXguidare possono anche essere prese come il punto di partenza dal quale il ragazzo può iniziare a creare delle mappe tutte sue, anche solo per gli argomenti nei quali sente di fare più fatica.
Quali vantaggi e benefici può portare il sistema usato nel suo libro a chi lo usa?
Sintetizzare qualsiasi materia di studio in una mappa concettuale, usare colori e immagini permette di fissare l’attenzione sulle parole chiave e di memorizzare meglio i contenuti.
Ogni concetto del manuale è stato confrontato con tutti i quiz. Per questo motivo ho potuto inserire dei simboli per evidenziare le domande che si possono trovare nei test, prestando particolare attenzione a quelle false. È tutto ben spiegato nella legenda dell’indice dei capitoli.
Ho deciso di pubblicare il libro in due versioni, una a colori e una in bianco e nero.
Nella versione a colori (Hybrid), ho associato ogni colore a una diversa chiave per consentire un facile recupero nella memoria.
La versione in bianco e nero (Ecodiesel) è pensata per essere personalizzata e permettere e a ognuno di usare i propri colori, secondo le proprie chiavi mnemoniche o preferenze.
Per entrambe le versioni la carta utilizzata è opaca e permette sia di essere evidenziata facilmente che di prendere appunti.
Sono disponibili anche le versioni in ebook per Kindle ed è in preparazione la versione in audiolibro e un podcast, in modo da poter essere “letto con le orecchie”.
Mi sembra ci sia uno straordinario bonus associato al libro?
Seguendo le istruzioni presenti nel manuale, sarà possibile ricevere gratuitamente dei files di word, uno per ogni capitolo, dove sono raggruppate tutte le domande false dei quiz.
Per ogni quesito c’è uno spazio vuoto dove il candidato può scrivere le proprie considerazioni. Per esempio la risposta corretta oppure una parola chiave.
Credo questo sia molto importante per attivare il ragionamento metacognitivo e lavorare in autonomia sui concetti perché, come dice Pennac, le domande provocano altre domande.
Dove è possibile acquistare il suo libro in modo da aiutare tutti i ragazzi dislessici, e non solo, che vogliono prepararsi per superare i quiz della patente?
Tutte le versioni di MapXguidare sono in vendita su Amazon.
Se volete, anche solo per avere un’idea di com’è strutturato il manuale, potete tranquillamente sfogliare l’anteprima delle versioni ebook su Amazon.
Se preferite potete cercarle nella mia pagina Pinterest oppure contattarmi su Instagram o attraverso il mio sito enricabascialla.com e vi manderò volentieri qualche esempio delle mappe e del materiale integrativo.
Sto ricevendo un feedback positivo sul manuale anche da persone che hanno deciso di prendere la patente in età adulta, quindi non più allenate allo studio, e anche da persone non madrelingua italiana.
L’idea alla base di MapXguidare è quella di una didattica inclusiva.
Essere inclusivi non significa solo semplificare, essere inclusivi vuol dire dare a tutti la possibilità di essere parte del processo dell’apprendimento.
Questo lo sapete bene voi istruttori che fate giorno per giorno un grande lavoro di insegnamento cercando di adattare le vostre spiegazioni alle caratteristiche di ogni ragazzo.
Per questo mi complimento con lei Sabrina e con la sua Autoscuola per l’ottimo lavoro che state facendo anche attraverso i social, che sono un ottimo canale per arrivare a tutti i ragazzi che come sappiamo sono dei nativi digitali.
